Posted by Carlo on agosto 30th, 2010 |
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Occhi azzurri sul golfo è una multipitch (4 tiri, max 6b+), aperta quasi 25 anni fa da Carlo Gasparini sulla parete denominata “Sekulak”, parete che precipita dall’acrocoro carsico della Selva di Tarnova. Alla fine (e/o all’inizio) le Alpi si passeggiano e si arrampicano con il baluginio mediterraneo che ci accompagna, rilassandoci fino al tramonto. Qua ci sono (c’erano?) le classiche gite “fuoriporta” dei goriziani come il Gran Ciglione (Veliki Rob 1237 m) e il Caven (1185 m), da dove a volo d’uccello si può ri-conoscere il retroterra geografico naturale della città di Gorizia e spaziare dalle Dolomiti alle Giulie e al Grande Carso.
“Gorizia è sorta in funzione della sua posizione e dell’importanza delle sue valli; si spiega come il centro abbia dovuto occuparsi delle sue montagne e dei suoi colli che rappresentano la ragione prima del suo sviluppo. La storia di Gorizia è quindi legata alla storia delle sue montagne. Centro stradale della massima importanza, essa ha irradiato per queste strade un traffico e un commercio attivissimo in tutti i tempi (Valle dell’Isonzo, Transalpina), ed ha favorito quindi l’insediamento nelle sue valli, e il sorgere di centri popolari lungo di esse”.
Ernesto Massi
“L’ambiente geografico e lo sviluppo economico nel goriziano” (1937)
Per ripetere questa via si raggiunge Tarnova e, arrivando da Gorizia, si gira a destra fino a raggiungere il decollo dei deltaplani dove l’asfalto finisce. Si prosegue sempre dritti per macadan (strada bianca) finchè la strada gira a sinistra (casa forestale sulla sinistra) e subito dopo al bivio noi giriamo a destra in salita fino al primo tornante poco dopo, dove posteggiamo. Ora possiamo seguire la segnaletica “Sekulak” che in una ventina di minuti ci porta proprio sopra la parete, dove nuove tabelle rigorosamente in sloveno ci danno indicazioni su questo punto strategico. Se non ho capito male un generale austriaco durante la Grande Guerra utilizzava questo punto panoramico per controllare l’involuzione delle battaglie sul Carso. Ora seguendo la mulattiera scendiamo verso sinistra per abbandonarla quando entriamo nel boschetto e poi scendere dritti obliquando a destra per giungere all’attacco della parete. Oltre alla multipitch sulla destra, andando verso il centro della parete troviamo un monotiro, Bucatini (6b+) e spazio per aprire del nuovo. Tutte le soste sono con catena, portare 11 rinvii, casco e binocolo (falchi pellegrini, aquile..)
In realtà tra i vari siti che ho attrezzato per l’arrampicata sul Carso, c’era anche la “Panza dell’Elefante” a Sistiana, dico c’era perchè è come se non ci fosse più, scomparsa dietro i miasmi del depuratore costruito giusto sotto la falesia. A fianco degli itinerari disegnati da Emilio Comici, il Fantastico, su questa parete ne ho scoperti di nuovi tra i quali uno lunghissimo, dedicato, “Occhi azzurri sul golfo” appunto. La linea, una colata lavorata dall’acqua, corre parallela a “Nei colori del giorno” anche questa un’ erosione superficiale, dedicata all’indiano del Carso.
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