Carlo

Carlo Gasparini
9.8.1963–11.11.2011

Il tempo è pensiero. Quando il pensiero si ferma, il tempo non esiste più. Se il mio tempo mi vuole avversare, lo lascio tranquillamente fare. Io son venuto da altri tempi e in altri tempi aspetto di andare (buongiorno solare cara). 28 gennaio 2008

Ciao Carlo,
io ti ricordo così,
con questo sorriso dolce, a casa.
Nico.

Immagine anteprima YouTube
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Guida falesie di Sistiana e Duino

Finalmente, dopo il gran lavoro di richiodatura, ecco la guida di Sistiana e quella di Duino :) A Sistiana sono anche presenti alcune linee di DWS (psicobloc) non rappresentate nei disegni, in particolare L’ocio (7a) e Wet Holes (7c, liberata da Gabriele “sbisighin” Gorobey).

Buone arrampicate!
Giacomo

Scarica la guida di Sistiana (Download the topo of Sistiana)!

Scarica la guida di Duino (Download the guide of Duino)!

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Il dono dell’acqua – L’uomo saggio ama l’acqua ( la donna ama l’uomo saggio )

“C’era l’oscurità, tutto era avvolto dall’oscurità, e tutto era, senza distinzione, Acqua”
Inno alla Creazione del Rig Veda (3700 a.C.)

Il canyoning è un andare seguendo il corso naturale dell’acqua, diventando acqua noi stessi. Scivolare nei toboga, tuffarsi in acque cristalline, scendere cascate, scoprire un mondo nuovo ed entrare così nelle parti più intime della nostra terra.

Ci troveremo isolati in ambienti normalmente inacessibili, con l’emozione di attraversare luoghi dove solo poche persone sono passate prima di noi. Il canyoning o torrentismo è un modo divertente e sicuro di vivere la natura, una disciplina “en plein air” che regala sensazioni uniche ma rispettosa degli ecosistemi che incontra. La nostra filosofia Slow Foot & Turismo Attivo non vuole usare l’ambiente per i propri scopi, bensì promuovere il proprio corpo ed insegnare a muoversi nell’ambiente naturale che ci ospita: uno Slow Tourism per conoscere e capire.

Il modo di visita delle forre censite come Geositi del FVG (Emergenze o Monumenti Naturali) è quello di immergersi nelle acque con muta e imbrago e scenderle, ed è un’esperienza alla portata di tutti. L’acqua con la sua natura milionaria scorrendo dal tempo profondo scioglierà dubbi e paure e ci renderà liberi dai condizionamenti quotidiani. Noi, le Guide Alpine specializzate in canyoning, siamo un mezzo che la natura mette a vostra disposizione perchè voi possiate essere accompagnati in sicurezza nella pratica di un turismo responsabile.

E qui cito Corrado Venturini: – Verrà un giorno, forse non troppo lontano, in cui anche uno spettacolare costone roccioso stratificato, un tipo particolare di erosione, una forra, un alveo fluviale, un ventaglio di alluvioni, sarà ammirato nello stesso modo in cui oggi si apprezzano i templi di Paestum, una scultura rinascimentale o un ponte di 3 km a campata unica. Come di fronte alle opere d’arte o a quelle dell’ingegno umano, il cui fascino estetico è capace di stimolare nell’osservatore anche la ricerca di risposte, così, di fronte ai multiformi caratteri e aspetti di una successione rocciosa o di una peculiare morfologia, la ricerca di notizie sul significato sulla genesi e sull’evoluzione, potrà diventare la logica conseguenza. Con una dose di indispensabile speranza, ottimismo e, spero, lungimiranza, vedo col tempo il territorio trasformarsi in un museo a cielo aperto; arricchirsi di informazioni e schemi comprensibili al grande pubblico, capaci di informare in modo chiaro e non farraginoso, di educare senza annoiare, di farsi leggere e non solo guardare. Tutto questo per coinvolgervi ed appassionarvi attraverso il sottile fascino della conoscenza.

Geositi intesi dunque come ecalanti tappe evolutive, geositi per incuriosire, coinvolgere ed affascinare. Geositi per imparare ad osservare in modo differente e nuovo quanto di più antico il territorio ci tramanda attraverso il tempo nel suo museo perpetuo sempre accessibile al pubblico. E infine geositi per incrementare la valenza del territorio stesso e stimolare, quale caduta indiretta, il generale rispetto e la costante tutela per l’ambiente, ricordando che quando qualcosa si capisce e si comprende e più facile da apprezzare e, di conseguenza, da tutelate affinchè continui ad esistere. -

Gli itinerari, scelti a seconda dell’impegno, sono localizzati in Friuli e in Slovenia.

E’ richiesto unicamente un minimo livello di acquaticità. Le uscite si effettueranno ogni weekend da maggio a ottobre e tutti i giorni nei mesi di luglio e agosto. Il calendario delle escursioni con orari e ritrovi verrà aggiornato settimanalmente sul sito www.friulincanyon.it

Laudato si, mi Signore, per sor’aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.  

 

Programma Canyoning – Canyoning Activity 2010

Val Zemola

Discesa del Viellia (autore Tommaso Lessio)


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Riserva Naturale Regionale Falesie di Duino – Dezelni Naravni Rezervat Devinske Stene

Le Falesie di Duino sono formate – come l’intero altipiano carsico – da rocce carbonatiche, nate nel Cretaceo (120 milioni di anni fa) dalla sedimentazione di gusci di animali planctonici sul fondo di un mare poco profondo, la Tetide.

Circa 50 milioni di anni fa, nell’Eocene, il fondo marino è stato portato verticalmente in superficie grazie alle spinte della zolla continentale africana contro quella baltica, andando così a creare gli aguzzi torrioni a strapiombo sul golfo.

Capita quindi che nel 2000 d.C. si arrampichi sulle rocce organogene che erano il fondo di quel mare, la Tetide.

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Panza del Elefante e Panza del Mus: la strategia della distensione

“La roccia, costituita in gran parte da calcare cretaceo, è in genere piuttosto solida, pur trattandosi di un vecchio fronte di cava. Le bancate di strato, sottoposte in tempi geologici a enormi compressioni si sono raddrizzate, addirittura rovesciandosi oltre la verticale. Tali compressioni hanno causato molte rotture nella compagine rocciosa, con la formazione di numerose faglie, la più evidente delle quali coincide in parte con il profilo della gran placca detta Panza dell’elefante solcata da alcuni itinerari che offrono un’arrampicata di soddisfazione su roccia compatta e sufficientemente appigliata”.

Così nella guida “Arrampicare a Trieste” di Tullio Piemontese (Lint 1984) si introduce la scalata sulle pareti della Baia di Sistiana. Le prime vie probabilmente furono aperte negli anni ’30 del secolo scorso dal fuoriclasse Emilio Comici, le ultime sul finire degli anni ’80 da Carlo Gasparini. Poi il degrado, l’abbandono i tazebao e i murales sulle pareti.

Durante la prima guerra mondiale il complesso collinare del monte Hermada e la costiera di Duino costituivano l’estrema difesa austriaca del settore sulla strada per Trieste. La costa rocciosa nei pressi di Duino fu fortificata in previsione di un possibile sbarco di forze italiane nella baia di Sistiana e vi furono costruite numerose postazioni e osservatori per controllare i movimenti navali nel golfo di Trieste. Il presidio era affidato alle truppe da sbarco della K.u.Kriegsmarine ( i.e.r. Marina Militare) austro-ungarica, fra cui si distinse il reparto del k.k. Triestiner Jungschutzenbattallion ( i.r. battaglione dei giovani fucilieri di Trieste), volontari di 16 – 19 anni.

Durante la seconda guerra mondiale, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, queste terre furono annesse al Terzo Reich tedesco con la denominazione di litorale nord-adriatico (Nord Adriatischer Kustenland). Le vecchie fortificazioni austro-ungariche della costiera furono riutilizzate ed adattate soprattutto come postazioni per l’artiglieria contraerea (Flak).

I bunker vennero realizzati nel 1943 dall’organizzazione Todt durante il cupo periodo in cui la Venezia Giulia fu inclusa nella zona di operazioni Adriatisches Kustenland. La base di Sistiana faceva parte del settore “Berta” di difesa costiera contro un eventuale sbarco alleato e comprendeva i nuclei di difesa di Sistiana, Aurisina Filtri, Miramare, Barcola. A supporto del nucleo di Sistiana, nell’autunno 1944, venne acquartierata la Kleinkampfmittel Flottile 411, costituita da sottomarini tascabili Molch (Tritone). Tre dei sottomarini furono ritrovati dopo la fine della guerra: uno giace sul fondo davanti alla spiaggia di Castelreggio, mentre due sono stati recuperati: uno è esposto al Museo della Marina di La Spezia, l’altro è conservato nel Museo de Henriquez di Trieste.


Quest’inverno (2011) mi sono rimboccato le maniche e ho riattrezzato con resinati inox la maggior parte delle vie (memore del furto di oltre 200 piastrine ad opera di “ignoti” poco dopo la riattrezzatura sul finire degli anni ’80). Il depuratore è rimasto ma la voglia di ripercorrere le vie in placca anche quindi impariamo a conviverci!

Download, Sistiana – Panza del Elefante!

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Relazione cascata Riofreddo

Prima salita integrale per il flusso principale di sinistra:

Carlo Gasparini – P.P. Pedrini 22 febbraio 1997
250 m 6L IV/5+

Riofreddo

+ 200m di dislivello lungo un canale di neve per raggiungere la forcella tra il Promontorio Verde e la Torre della Cima delle Cenge (da dove siamo poi divallati sul versante opposto in Val Rio del Lago).

Salita per il flusso di destra:

Luca Vuerich – Alex di Lenardo 20 marzo 1996
190 m 4L IV/5

In questi anni ho provveduto ad attrezzare con spit fix inox da 10 mm ed anelli  inox tutte le soste di calata lungo il flusso di destra.

Carlo Gasparini
Guida Alpina

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Relazione Goulotte Tina (Modotti)

Prima salita 23 febbraio 1997 Carlo Gasparini e P.P.Pedrini

120 m 3L III/5 (5+)

Goulotte Tina (Modotti)


Tutte le soste sono state attrezzate con fix inox 10 mm e anelli da calata inox (14 febbraio 2011).

Accesso dal paese di Riofreddo (Tarvisio – UD).

Si percorre la strada forestale, spesso battuta, che percorre tutta la Valle di Riofreddo: la prima cascata che dopo un km e mezzo appare in fondo alla valle è Goulotte Tina (Modotti). Si prosegue fino a superare la piana a quota 1030 m, continuando poi a salire comodamente lungo i tornanti della pista forestale che conduce a Sella Prasnig.

Giunti a quota 1250 m la si abbandona scendendo verso sx nel greto del torrente Riofreddo, guadandolo (scorciatoia segnalata del sentiero estivo Puppis n. 630).

A questo punto si risale il vallone che porta alla cascata, alla base della grande spalla della parete nord della Vetta Bella. (2h 45′).

Cartografia Tabacco: Alpi Giulie Occidentali – Tarvisiano foglio 019

Guida Alpina
Carlo Gasparini

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Riflessioni sui materiali degli ancoraggi

Quella tirolese per oltrepassare il Piave fissata in quel modo non convinceva molto e se la piastrina fosse partita ci saremmo fatti un bel bagno nel fiume… In inverno e con una temperatura dell’aria di -15°C non dev’essere piacevole!  :-? La teleferica è quella che porta al settore Diagonal, location dove si scala su ghiaccio vicino a Sappada, molto conosciuta e frequentata. Da lì e durante il viaggio di ritorno sono nate alcune domande sugli ancoraggi per l’arrampicata e i materiali con cui sono realizzati, con una mail che poi ho inviato a Carlo ho cercato di trovare delle risposte! Se trovate inesattezze o volete aggiungere qualcosa, commentate pure o mandate una mail :)

Un po’ di risposte alle domande di ieri:

La resistenza dell’alluminio alla corrosione è dovuto allo strato di ossidazione che si forma in superficie (è un metallo molto reattivo con una grande affinità con l’ossigeno). Per questo motivo, generalmente, la velocità di corrosione decresce rapidamente. Il processo però è sempre in atto e qundi con gli anni è inevitabile che gli ancoraggi si deteriorino, considera poi che con gli sfregamenti il film di ossido di alluminio se ne va. Inoltre la presenza di ioni cloruro può far perdere lo strato passivo causando una corrosione per pitting. Se poi è a contatto con metalli diversi allora si può anche avere una corrosione galvanica (ad es Al con acciaio in ambiente marino). Insomma, come già si sapeva, l’al è meglio non usarlo.

Gli acciai inox devono le loro proprietà alla presenza di cromo che non li fa arrugginire mantenendo l’ossido impermeabile ed ancorato alla superficie. Ci può comunque essere corrosione specie in ambiente marino per la presenza di cloruri. Per ovviare a questo problema l’acciaio viene legato con il molibdeno.
Le placchette in inox hanno un punto critico in prossimità della curvatura dove sono presenti delle tensioni residue dovute al processo di piegatura e in cui si possono sviluppare processi di tensocorrosione. Sarebbe meglio usare ad es un golfaro che è stampato a caldo.
Ci sono state delle rotture di ancoraggi in ambiente marino tropicale, leggi l’articolo della Petzl in seguito alla notifica della UIAA: http://www.petzl.com/it/outdoor/news-0/2009/12/17/fate-attenzione-questi-ancoraggi

Infine la zincatura… il rivestimento crea una barriera fra l’acciaio e l’atmosfera impedendo l’ossidazione del materiale da proteggere. L’altra protezione è di tipo elettrochimico: nel momento in cui la zincatura si graffia, a causa della differenza di potenziale fra i due metalli, la corrente andrà dallo Zn verso l’acciaio causando la corrosione del rivestimento. In pratica lo zinco si “sacrifica” e si corrode al posto dell’acciaio e gli ossidi così formatisi riescono a riempire i graffi ripristinando la protezione. Molto probabilmente la linea sotto gli spit è formata degli ossidi dello zinco.

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Corso di birdwatching

Anche quest’anno Astore FVG organizza un interessante corso di Birdwatching, con piacere riporto la notizia apparsa sul loro sito! :)

Siamo lieti di annunciare il 5. Corso di BIRDWATCHING BASE Habitat, identificazione, comportamento e biologia delle specie comuni

PROGRAMMA DEFINITIVO

sabato 19 Marzo 2011 ore 15.00
1. Lezione: Svassi, aironi, anatidi, rapaci; relatore: Fabio Perco seguirà uscita sul campo

sabato 9 Aprile 2011 ore 15.00
2. Lezione: Dai rapaci notturni ai passeriformi; relatore: Ignazio Zanutto seguirà uscita sul campo

sabato 16 Aprile 2011 ore 15.00
3. Lezione: Limicoli, gabbiani e sterne; relatore: Stefano Sava seguirà uscita sul campo

Le lezioni si terranno presso il Centro visite della Riserva Naturale Regionale Foce dell’Isonzo (ISOLA DELLA CONA) – Staranzano (GO). Il corso è gratuito.

A causa del numero limitato di posti, è richiesta l’iscrizione all’e-mail: astore@astorefvg.org (oggetto: corso BW Base), entro il 16 Marzo 2011.

Il corso è svolto in collaborazione con la Stazione Biologica Isola della Cona L’Associazione Co.Na. Sul sito www.astorefvg.org è scaricabile la locandina

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Altopiano di Lauco – Vinadia Canyon 2011!

Grazie alla collaborazione con l’associazione AMEntelibera, promotrice di un turismo sostenibile, e dell’operatore Planet Viaggiatori Responsabili, per l’estate 2011 verrà proposto un pacchetto che permetterà di conoscere la Carnia attraverso il suo monumento naturale: la forra del Vinadia. Ecco il programma di viaggio:

1° giorno: arrivo Arrivo e sistemazione nelle case dell’Albergo diffuso. Cena presso ristorante tipico. Pernottamento.

2° giorno: Forra del Vinadia Colazione. Escursione guidata alla Forra del Vinadia, una stretta e profondissima gola che si sviluppa su un percorso di 5 km, dove a tratti le pareti raggiungono una altezza di 200 metri. L’itinerario è un continuo succedersi di cascate, piccoli laghetti e imponenti pareti rocciose. Al termine del percorso rientro nelle case. Cena presso ristorante tipico della zona. Pernottamento.

3° giorno: partenza Colazione. Mattinata libera e partenza.

L’attrezzatura fornita comprende la muta speciale in neoprene da 5 mm, calzerotti in neoprene da 3 mm, imbragatura da canyoning con longe e discensore, casco, guanti, corde di varie lunghezze con relative sacche, zaino specifico da canyoning, barilotto stagno. È indispensabile l’utilizzo di scarpe da trekking. La Guida Alpina può modificare il programma nel caso in cui non siano garantite le condizioni necessarie di sicurezza o per cause sopraggiunte non dipendenti dalla sua volontà. Su richiesta possono essere proposte soluzioni di viaggio alternative a quelle indicata nel presente programma.

Per maggiori informazioni potete contattare scaricare il volantino o contattare  l’associazione AMEntelibera

Associazione AMEntelibera
tel. 340 7739525
e-mail: info@viaggiamentelibera.it
web: www.viaggiamentelibera.it
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Attività Astore FVG 2011

ATTENZIONE! Le località e gli orari di alcune escursioni/uscite verranno comunicati in tempo utile alla Mailing-List di Astore-Fvg e saranno pubblicate sul sito www.astorefvg.org. Il programma, le date e le località potranno subire delle variazioni!! Per ulteriori informazioni si consiglia di visitare il sito WWW.ASTOREFVG.ORG e seguire la mailing-list di ASTORE-FVG, oppure di contattarci alla e-mail: astore@astorefvg.org

04 MARZO – venerdì Meeting Point San Marco – Palmanova (UD) Progetto Atlante Odonati Nazionale ODONATI (Libellule) Relatore: Tiziano Fiorenza

19 MARZO – sabato Isola della Cona – Riserva Naturale Foce dell’Isonzo 4° CORSO DI BIRDWATCHING BASE Primo incontro e uscita sul campo Collaborazione Astore-FVG, SBIC, CO.NA.

25 MARZO – venerdì Meeting Point San Marco – Palmanova (UD) I pesci d’acqua dolce – le specie endemiche, le specie alloctone, i progetti di recupero nel FVG Relatori: Sergio Paradisi e Giuseppe Moro

28 MARZO – lunedì Sacile (PN) Conferenza: Sacile e la Livenza: gli uccelli nidificanti Relatore: Dario Cester

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